Cyrepicum
e Caripa nomi greci di paesetti situati nelle vicinanze di Valguarnera
pare che abbiano dato origine al nome medievale Caropepe, di cui possediamo
testimonianze sicure. E' più probabile, però, come si sostiene
in appendice a questa breve presentazione del paese, che il toponimo sia
d'origine araba. I dintorni di Valguarnera conservano ancora qualche
traccia delle antiche civiltà che si susseguirono in questa isola
del sole, quando i popoli, attratti dalla sua bellezza, la fecero propria:
fenici, greci, cartaginesi, romani e arabi.
IL VILLAGGIO DEL MIO AMATO
E’ noto come nel 1549 i Valguarnera ottenessero da Carlo V
il privilegio di popolare un paese e di imporvi il loro nome. Fu tutt’altro
che un caso isolato che si inquadra nella corsa allo sfruttamento di vasti
territori dell’isola effettuata da aristocratici a ciò spinti dal
lievitare dei prezzi dei prodotti agricoli (il grano innanzitutto). In
meno di due secoli, si arrivò ad un’ottantina di nuovi paesi.
Non si può tuttavia affermare che il 1549 sia l’anno zero
della storia del nostro paese. Tracce di insediamenti umani vi si hanno
sin dai tempi più antichi. Nel medioevo vi era un feudo nei documenti
chiamato ora “Carrapipi”, ora “Carupipi”, etc. Non mi pare vi sia dubbio
sull’origine araba di questo nome. L’etimologia più convincente
é quella comunicatami dall’arabista dott. Lorenzo Lanteri. Il nome
risulta composto da due parole: quaryat (che significa “villaggio”,
“borgata”) ed habibi (che significa “del mio amato”, “del mio caro”).
Come dal Quaryathabibi degli arabosiculi si sia passato al Carrapipi
dei latinosiculi é presto detto. Prendiamo una parola alla volta:
1. quaryat (trascrizione dell’arabo classico) evolve in karia
(la q araba cessa di essere pronunciata in fondo alla gola; scompare
la t, che abitualmente non é comunque pronunciata) e poi in carra
(trascrizione “latina” della k, scomparsa della i e normale raddoppio della
r).
2. habibi diventa bibi (caduta dell’aspirazione e della
vocale che segue, come normalmente avviene nella trasformazione neolatina
delle parole arabe) e poi pipi (normale passaggio alla consonante
sonora b alla corrispondente consonante sorda p; da notare che le i, secondo
la fonetica locale, vengono pronunciate come vocali “centrali”: i carrapipani
capiranno senza problemi).
Carrapipi ha quindi il significato di “villaggio del mio amato”. Sarebbe
bello sapere a chi, da chi e per quale ragione un millennio addietro fu
dedicato il paese con questo poetico nome.
Enzo Barnabà